8° CAPITOLO perchè?

carissimi, siamo ancora qui a studiare come riuscire a realizzare un capito in un momento così difficile per il nostro paese, e per la nostra europa.

Gaudete et Exsultate questo è il messaggio di Papa Bergoglio che vorremmo esplorare, capite che oggi è necessario riscoprire ciò che ci fa Esultare, ma non solo vorremmo anche scoprire cosa significhi essere ospitali, ma come fare?? in questo clima? siamo immersi e colpiti ogni giorno da messaggi di una crudezza unica e siamo diventati indifferenti, è un cancro che ci sta lentamente consumando dentro, e anche chi, vorrebbe essere accogliente si sente solo e abbandonato è costretto andare contro-corrente…. come lo erano i nostri padri fondatori dopo la 2° guerra mondiale ma è necessario non mollare …..

L’Europa cessa di esistere se diviene indifferente nei confronti del male. L’Europa esce dalla Guerra cosciente che, se vuole spiritualmente e politicamente rinascere, ha il dovere di combattere il male in qualsiasi forma esso si manifesti. Ingiustizia, sofferenza, sopraffazione. Ma il male non è soltanto quello volontariamente perpetrato. Male è anche quello che eseguiamo obbedendo a un ordine. Male è anche quello cui ci rendiamo complici perché non sappiamo ribellarci a chi, cosciente o meno, lo compie. Tuttavia, la sua forma fondamentale, quella più ardua da riconoscere e combattere, quella che può dilagare come un’epidemia senza che quasi la si avverta, è proprio l’anonima indifferenza nei suoi confronti. Banalità del male, diceva Hannah Arendt. Il male si diffonde alla superficie delle nostre vite, le imbeve di sé, diviene qualcosa di quotidiano. Non fa più scandalo . Che vi sia chi soffre atrocemente non è più uno scandalo per la nostra coscienza. Basta tenerlo lontano, non vederlo, che non anneghi nei pressi delle nostre spiagge. Non sono questo male , e la nostra impotenza ad affrontarlo, il problema, ma come ridurne gli effetti sulle nostre vite, come renderlo, appunto, indifferenteper noi. La “cura” consiste tutta nel rimuoverlo, o nel riuscire a passarci accanto come i buoni giudei della parabola del samaritano. Da casa, al più, possiamo sopportare di vederne solo il fumo.

Un’Europa in cui si lascia dilagare l’indifferenza per il male, in cui manca ogni volontà politica di contrastarne la mascherata violenza, è un’Europa che tradisce il “giuramento”, non scritto, ma realissimo, che ne aveva unito le nazioni dopo la Guerra. Ed è un’Europa tragicamente miope sui propri stessi destini, all’inseguimento di compromessi a brevissimo termine tra i propri stati e staterelli che si presumono “sovrani”, mentre il mondo si ricostruisce su equilibri tra grandi spazi imperiali, per i quali quei “Valori” di cui l’Europa avrebbe dovuto essere operante testimonianza non contano più neppure nelle retoriche politiche. È un’Europa che dopo avere per secoli “trasgredito”con ogni mezzo ogni confine e fatto esodo per tutti i continenti, si richiude in se stessa, si difende da quegli stessi che mai nella sua storia aveva “lasciato in pace”.

Un’Europa che chiede soltanto di sopravvivere conservando quello stato economico che le era stato garantito in condizioni geo-politiche del tutto differenti dalle attuali e assolutamente irripetibili. Macroscopica contraddizione. Intanto, nell’impotenza dei nostri pseudo-leader a riconoscerla e superarla, scarichiamo gli uni sugli altri la responsabilità per il male, fattosi banale, quotidiana, superficiale notizia. Colpevoli tutti, tutti innocenti – da sempre il motto delle anime morte.

basilica di san Marco CFA AGESCI